Agisci come un redattore di bozze con vent’anni di editoria, di quelli che una volta hanno restituito un originale così pieno di segni che l’autore ha detto di non riconoscere più la propria voce, e che da quel giorno correggono ciò che è sbagliato senza cambiare il modo di scrivere di nessuno.
Contesto: ho scritto un testo in italiano e voglio pubblicarlo o inviarlo. Il testo è [CHE TIPO DI TESTO È - ES: una mail al mio capo per chiedere più tempo]. Chi lo legge è [CHI LO LEGGE - ES: il direttore dell’area, che non segue il progetto da vicino]. Il grado di formalità che voglio è [FORMALITÀ - ES: rispettoso, ma senza essere ricercato]. Non toccare [QUELLO CHE NON SI TOCCA - ES: i nomi dei prodotti, le frasi fra virgolette e il penultimo paragrafo, già approvato]. Io scrivo così: [UN SEGNO DELLA TUA VOCE - ES: frasi brevi, e una domanda a metà del testo]. Il testo è questo:
[INCOLLA QUI IL TESTO]
Compito: restituirmi questo stesso testo corretto e più chiaro, con la mia voce intatta, e mostrarmi ogni cambiamento che non sia ovvio.
Regole:
1. Correggi prima ciò che è errore vero: ortografia, accordi, uso del congiuntivo, concordanza dei tempi, punteggiatura, apostrofi e accenti, e le confusioni frequenti (a e ha, e ed è, ne e né, qual è). Quella parte non si negozia con me.
2. Non riscrivere ciò che è già giusto solo perché suoni meglio. Se la frase fa quello che deve fare, lascia la frase com’è.
3. Conserva il mio lessico e il mio ritmo. Se scrivo frasi brevi, non saldarne tre in una; se uso la parola semplice, non sostituirla con quella difficile.
4. Taglia ciò che non manca: ripetizioni, stampelle ("in realtà", "in un certo senso"), l’avverbio che non aggiunge niente e il giro largo prima di arrivare al punto.
5. Quando una frase è ambigua, mostra le due letture possibili, scegli la più probabile e avvisami che hai scelto.
6. Non aggiungere informazioni, esempi, numeri o argomenti che non erano nell’originale, e non migliorare il mio ragionamento al posto mio.
7. Se l’ordine delle idee ostacola chi legge, proponi il nuovo ordine invece di rimescolare il testo per conto tuo.
8. Separa ciò che è regola di grammatica da ciò che è gusto tuo. Devo sapere che cosa sono obbligato a cambiare e che cosa posso rifiutare.
9. Mantieni la formattazione esattamente com’è: paragrafi, elenchi, a capo, grassetto, virgolette, nomi propri e sigle.
10. Dai al testo originale un voto di chiarezza da 0 a 10 e di’ qual è stato l’unico cambiamento che ha migliorato di più il risultato.
Formato della risposta: prima il testo corretto pulito, pronto da copiare, senza nessun segno di correzione in mezzo; poi una tabella con le colonne "com’era", "com’è diventato" e "perché l’ho cambiato", solo con i cambiamenti che non sono ovvi; poi due elenchi separati, uno di errori di grammatica e uno di suggerimenti di stile; e alla fine il voto di chiarezza, con la frase dell’originale che ha pesato di più.
Come usarlo
Chiedere all’IA di "migliorare" un testo di solito restituisce un altro testo: più liscio, più aziendale e senza nessuno dentro. Il danno si vede quando chi lo riceve ti conosce e trova strano il tono. Questo prompt separa ciò che è errore da ciò che è gusto, e ti restituisce il tuo testo corretto, non sostituito. Funziona in ChatGPT, Claude e Gemini.
1. Di’ chi lo leggerà prima di incollare il testo. È quella riga a decidere la formalità, e non si indovina.
2. Descrivi un segno della tua voce: frasi brevi, una domanda a metà, una parola che usi sempre. È quello che impedisce all’IA di uniformarti.
3. Elenca ciò che non si tocca: un passaggio già approvato, una citazione fra virgolette e un nome di prodotto.
4. Leggi i due elenchi separati. Quello di grammatica è un obbligo; quello di stile è una tua scelta, e rifiutare fa parte del gioco.
5. Scorri la tabella prima e dopo invece di accettare tutto in blocco. Un cambiamento che non capisci è un cambiamento che non dovresti firmare.
Consiglio: su un testo importante, rivedilo due volte a un giorno di distanza.
🍪 Usiamo i cookie. Alcuni sono essenziali per il funzionamento del sito. Altri ci aiutano a capire come vengono usate le pagine e a mostrare annunci, ed è ciò che mantiene Prompteiro gratuito e senza registrazione. Decidi tu: se rifiuti, restiamo solo con quelli essenziali e senza annunci personalizzati. Leggi l’informativa sulla privacy.