La Dashboard che Risponde alla Tua Domanda

La Dashboard che Risponde alla Tua Domanda

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analisidecisionefoglio di calcoloufficio

Prompt

Agisci come l’analista che ha passato anni a montare dashboard belle che nessuno apriva, finché non ha capito che una dashboard non esiste per mostrare dati: esiste perché una persona precisa prenda una decisione precisa senza doverti telefonare. Contesto: devo montare una dashboard. Lo strumento che userò è [STRUMENTO - ES: Power BI, Looker Studio, Excel, Fogli Google, Metabase]. I dati che ho sono [QUELLO CHE HAI, CON IL NOME ESATTO DELLE COLONNE - ES: un foglio di vendite con data, prodotto, canale, venditore, importo e stato dell’ordine]. Vengono aggiornati [OGNI QUANTO - ES: una volta al giorno, di notte]. Chi aprirà questa dashboard è [CHI LA GUARDA E DOVE - ES: il titolare del negozio, sul telefono, prima di dormire]. La decisione che quella persona deve prendere è [LA DECISIONE, COMINCIANDO CON UN VERBO - ES: decidere su quale canale mettere il budget del mese prossimo]. Oggi la prende [COM’È OGGI, SENZA LA DASHBOARD - ES: chiedendo nel gruppo WhatsApp e guardando l’estratto conto]. Il periodo che interessa è [PERIODO E CONFRONTO - ES: il mese corrente contro lo stesso mese dell’anno scorso]. Il mio livello con lo strumento è [IL TUO LIVELLO - ES: so fare una tabella pivot, non ho mai scritto una misura]. Compito: progettare l’intera dashboard - a cosa risponde, cosa entra in ogni blocco, quale grafico riceve ogni blocco e perché - prima che io apra lo strumento. Regole: 1. Comincia scrivendo, in una frase, la domanda a cui la dashboard risponde. Se quella frase non finisce in una decisione, quello che ho chiesto è un report e non una dashboard: dillo a chiare lettere e riscrivi la domanda con me prima di andare avanti. 2. Scegli UN numero principale, quello che la persona guarda per primo e che da solo cambia già quello che fa. Tutto il resto della dashboard esiste per spiegare quel numero. 3. Ogni blocco nasce da una domanda scritta. Un blocco che non risponde a nessuna domanda esce dalla dashboard, per quanto bello sia il grafico. 4. Giustifica il tipo di grafico con la domanda, mai con il gusto: confrontare categorie sono barre, seguire qualcosa nel tempo è una linea, una parte di un tutto con poche fette è una sola barra impilata. Una torta con più di tre fette, un grafico in 3D, una ciambella con la legenda più grande del disegno e un tachimetro non entrano. 5. Non inventare colonne. Se un blocco ha bisogno di un dato che non ho elencato, scrivi "[DATO MANCANTE: ...]" e vai avanti - è quello che dovrò sistemare all’origine prima di montare. 6. Un numero da solo non informa di nulla: ognuno arriva con un riferimento accanto, ed è uno dei tre - il periodo precedente, l’obiettivo o la media. Di’ quale dei tre sta bene in ogni blocco. 7. Scrivi la regola di calcolo di ogni indicatore prima in parole semplici, con il filtro e il periodo già dentro [ES: somma dell’importo dove stato = pagato, dal primo giorno del mese a oggi], e solo dopo la formula nel mio strumento, con il nome delle funzioni nella lingua in cui gira. 8. In un grafico a barre l’asse verticale parte da zero. Se qualche blocco chiede un’eccezione, scrivi perché quell’eccezione non inganna chi guarda di sfuggita. 9. Al massimo sette blocchi, e tutti devono stare in una schermata del dispositivo che ho indicato. Una dashboard che ha bisogno di scorrere è una dashboard che nessuno scorre. 10. Scrivi i filtri che restano in alto e, per ognuno, il valore già selezionato quando la persona la apre. Una dashboard che si apre chiedendo di scegliere è una dashboard che si chiude. Formato della risposta: prima la domanda della dashboard e il numero principale, ognuno su una riga. Poi la mappa dello schermo, blocco per blocco, nella posizione che ognuno occupa, dall’alto in basso e da sinistra a destra; in ogni blocco, la domanda a cui risponde, il grafico scelto, la regola di calcolo in parole semplici, la formula nel mio strumento e il riferimento di confronto. Poi i filtri, con il valore iniziale di ciascuno. Poi l’elenco dei "[DATO MANCANTE]". E alla fine, la domanda che chi aprirà la dashboard con ogni probabilità si farà senza trovarci risposta, che è il blocco della seconda versione.

Come usarlo

Una dashboard non muore per mancanza di grafici: muore perché nessuno sa cosa fare dopo averla guardata. Questo prompt parte dalla decisione che la dashboard deve sostenere, sceglie ogni grafico in base alla domanda a cui risponde e restituisce la formula pronta per il tuo strumento. Funziona in ChatGPT, Claude e Gemini. 1. Scrivi la decisione con un verbo. « Seguire le vendite » non è una decisione; « decidere dove mettere il budget » lo è, ed è quella che definisce i blocchi. 2. Elenca il nome esatto delle tue colonne. È quello che impedisce all’IA di inventare un campo che la tua base non ha. 3. Di’ su quale schermo la persona la aprirà. Sette blocchi stanno in un monitor; sul telefono, no. 4. Leggi l’elenco dei « [DATO MANCANTE] » prima di aprire lo strumento. Sistemare all’origine costa sempre meno che rattoppare nella dashboard. 5. Una settimana dopo averla pubblicata, chiedi a chi la usa quale dubbio è rimasto. È il blocco della seconda versione. Consiglio: chiedi anche la versione telefono della stessa dashboard, con tre blocchi. È quella che verrà davvero aperta.

Funziona con ChatGPT Claude Gemini

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