Come scrivere un prompt di immagine che funziona (con esempi)

Chiedere a un’IA di immagini «una bella foto di me» è come chiedere «qualcosa di buono» al ristorante. Qualcosa lo riceverai, ma difficilmente quello che avevi in mente. La differenza tra un risultato mediocre e uno che ti viene voglia di pubblicare sta quasi sempre nel numero di decisioni prese prima di premere invio.
Le cinque parti di un prompt di immagine
1. Il soggetto. Chi o cosa compare, e cosa sta facendo quella persona. «Una donna» è debole. «Una donna di profilo, che guarda fuori dalla finestra» indirizza già tutta la composizione.
2. Lo stile. È qui che la maggior parte dei prompt si blocca. Dire «realistico» non basta: di’ di che tipo di immagine stai parlando. Ritratto in studio, foto da cellulare, dipinto a olio, render 3D, scultura di marmo. Nota che i prompt che funzionano meglio nel catalogo sono proprio quelli che scelgono un materiale e ci vanno a fondo:
- Diventa una statua classica di marmo bianco
- Diventa una statuina di porcellana dipinta a mano
- Trasforma la tua foto in una scultura di carta
- Personaggio di plastilina stop-motion con l’IA
3. La luce. È il parametro che cambia di più la foto e quello che meno persone scrivono. Luce di finestra al mattino, luce dura di mezzogiorno, controluce di tardo pomeriggio, luce da studio con pannello riflettente. Cambiare solo questa parte di un prompt restituisce già un’immagine completamente diversa.
4. L’inquadratura. Primo piano sul volto, piano medio, figura intera, vista dall’alto. Senza questo l’IA sceglie per te, e di solito sceglie la via di mezzo più insipida possibile.
5. Cosa NON deve comparire. È la parte che separa chi ci ha già sbattuto la testa da chi sta iniziando. «Nessun testo nell’immagine», «nessuna filigrana», «nessuna mano deformata», «sfondo pulito». L’istruzione negativa ti risparmia cinque tentativi.
Quando usi una tua foto
Un prompt che trasforma una tua foto ha una regola in più: devi dire esplicitamente cosa va preservato. Senza quello l’IA «migliora» il viso, e il risultato viene bello ma non ti somiglia. Tutti i prompt di trasformazione del catalogo contengono già quel passaggio, ed è per questo che restituiscono qualcuno di riconoscibile:
- Diventa una minifigure di mattoncini con l’IA
- Trasforma la tua foto in un peluche tenerissimo
- Diventa un bobblehead con la testa oscillante
- La tua miniatura dentro una palla di neve
- Diventa una marionetta di legno snodata
L’errore più comune
Accumulare aggettivi. «Foto ultra realistica, 8k, iper dettagliata, capolavoro, incredibile, cinematografica» non è un prompt: è un mucchio di complimenti che l’IA non sa dove mettere. Due scelte concrete valgono più di dieci superlativi. Se l’immagine non è venuta come volevi, cambia una cosa e genera di nuovo. Cambiare tutto insieme ti impedisce di scoprire cosa stava già funzionando.
Da dove iniziare
Se non hai mai scritto un prompt di immagine, la strada più rapida non è scriverne uno da zero: è prendere un prompt che già funziona, generare una volta per vedere il risultato e solo allora toccare un parametro alla volta. Il catalogo di prompt di immagine serve esattamente a questo, e la sezione fotografia ha gli esempi più vicini a una foto vera.
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