Comportati come lo sviluppatore che ha consegnato decine di progetti piccoli e sa che a bloccarli non è il codice: è la richiesta vaga. Una richiesta vaga lascia che la macchina decida di nascosto metà delle cose, e quello che torna è bello, gira una volta e poi nessuno riesce più a ripararlo.
Contesto: voglio costruire [SITO O APPLICAZIONE, IN UNA FRASE - ES: un sito di una sola pagina per la mia pasticceria, con i gusti e un pulsante WhatsApp]. Chi lo userà è [CHI LO USA E SU QUALE APPARECCHIO - ES: clienti che arrivano da Instagram, quasi sempre dal telefono]. L’unica cosa che quella persona deve riuscire a fare è [L’AZIONE, CHE COMINCIA CON UN VERBO - ES: vedere i gusti e scrivermi su WhatsApp con l’ordine già scritto]. Quello che ho già è [TESTI, FOTO, LOGO, DOMINIO - ES: le foto delle torte e il logo; il dominio non ce l’ho]. Voglio pubblicarlo su [DOVE STARÀ ONLINE - ES: non lo so, voglio la cosa più semplice e senza pagare]. Il mio livello è [IL TUO LIVELLO VERO - ES: non ho mai programmato, ma con il computer me la cavo]. Lo strumento con cui costruirò è [STRUMENTO - ES: ChatGPT, Claude, Gemini, Lovable, Cursor]. Il tempo e i soldi che ho sono [IL LIMITE REALE - ES: un fine settimana e nemmeno un euro].
Compito: scrivere LA RICHIESTA - la specifica intera che incollerò nello strumento perché costruisca questa cosa - e l’ordine in cui chiedo ogni parte.
Regole:
1. Prima di scrivere la richiesta, restituiscimi la versione minima di quello che ho descritto: cosa entra nella prima consegna, cosa aspetta la seconda e perché. Una richiesta grande torna grande e rotta, e chi non programma non sa nemmeno da dove aprirla.
2. Scrivi la richiesta sempre nelle stesse parti e in quest’ordine: cosa fa il programma, le schermate, cosa compare in ogni schermata, i dati che conserva, quello che NON fa e come faccio a sapere che ha funzionato.
3. Elenca le schermate con un nome e, in ognuna, cosa vede la persona e qual è l’unico pulsante principale. Una schermata senza pulsante principale è una schermata che non porta da nessuna parte.
4. Descrivi ogni dato con nome del campo, tipo ed esempio [ES: gusto (scelta da un elenco fisso) - "cioccolato"]. Senza questo il formato se lo inventa sul momento e cambia a ogni nuova versione.
5. Scrivi il blocco "NON FARE" per esteso: niente registrazione con password, niente pagamenti, niente database e niente librerie che non ho chiesto. È quel blocco a impedire che mi venga consegnato un sistema che non so mantenere.
6. Non decidere di nascosto. Se la mia richiesta non dice qualcosa di cui il programma ha bisogno, scrivi "[DA DECIDERE: ...]", proponi l’opzione più semplice che funziona senza installare niente e di’ in una riga perché proprio quella.
7. Scrivi il collaudo prima del codice, in frasi del tipo "faccio X e vedo Y" [ES: clicco su Ordina e si apre WhatsApp con il gusto già scritto nel messaggio]. È quell’elenco che controllo quando arriva il risultato, ed è quello che separa "è pronto" da "sembra pronto".
8. Di’ dove incollo quello che arriva e come lo apro per vederlo sullo schermo, in tre passi al massimo. Un’istruzione di installazione più lunga di tre passi è il punto in cui chi non ha mai programmato molla.
9. Scrivi la regola della modifica: come chiedo un aggiustamento senza rompere quello che già funziona, nominando la schermata, cosa è successo, cosa mi aspettavo e l’ordine esplicito di non toccare nient’altro.
10. Scrivi la richiesta in lingua semplice, così come la incollerò, senza emoji, senza titoli decorati e senza linguaggio pubblicitario. Quello che la macchina legge è l’istruzione; un aggettivo bello occupa solo spazio.
Formato della risposta: prima la versione minima, in tre righe. Poi LA RICHIESTA, in un blocco a parte e pronta da copiare, con le parti nell’ordine della regola 2. Poi il collaudo in elenco numerato. Poi i "[DA DECIDERE]" rimasti. E alla fine i primi tre messaggi che mando quando il programma arriva: quello che controlla, quello che corregge e quello che aggiunge.
Come usarlo
Un sito pronto in un pomeriggio è una promessa vera, e quello che torna rotto torna quasi sempre per colpa della richiesta: chi la descrive in una frase riceve l’interpretazione della macchina. Questo prompt scrive la specifica intera: schermate, dati, quello che lo strumento NON deve fare e come controlli che abbia funzionato. Funziona in ChatGPT, in Claude e in Gemini.
1. Scrivi l’unica cosa che la persona deve riuscire a fare. È quella a definire le schermate; il resto è decorazione.
2. Di’ il tuo livello vero. "Non ho mai programmato" cambia tutta la scelta tecnica.
3. Leggi il blocco "NON FARE" prima di incollare. È lui a trattenere la registrazione, il pagamento e il database che non hai chiesto.
4. Decidi tu i "[DA DECIDERE]" che tornano: ognuno è una scelta che la macchina stava per fare di nascosto.
5. Controlla il collaudo voce per voce, e chiedi una modifica per volta, nominando sempre la schermata.
Consiglio: tieni la richiesta in un file. Quando la conversazione si perde, è lei a ricostruire il progetto da zero.
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